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20/02/2019

Episodio a danno di un assistente sociale in Alto Sangro

Ancora una volta, come Ordine regionale e come comunità professionale, sono ad esprimere piena solidarietà e vicinanza al collega dell’Alto Sangro che ha sporto di recente denuncia contro ignoti dopo aver subito squarci ai pneumatici della sua automobile.

Il fenomeno delle aggressioni, sempre più diffuso anche a livello locale (basti ricordare il gravissimo episodio di Lanciano, accaduto a settembre 2018), richiede necessariamente un impegno da parte di tutte le Istituzioni affinché vengano implementate almeno le misure minime atte a garantire la reale sicurezza e tutela degli operatori.

Abbiamo già dato, come Ordine regionale, un significativo contributo, partecipando al tavolo con l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Abruzzo della Giunta precedente, Marinella Sclocco, avanzando proposte migliorative per la tutela e la sicurezza delle professioni d’aiuto, ed in particolare degli assistenti sociali. Sarà cura di questo Ordine prendere contatti con l’Assessore regionale alle Politiche sociali  appena la nuova Giunta si sarà insediata.

Mi preme ricordare che il Consiglio dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali ha realizzato nel 2017 un importante studio sul fenomeno dell’aggressività a danno degli assistenti sociali dal quale risulta che il 15,4 per cento dei professionisti intervistati, su un totale di 20 mila assistenti sociali (quasi la metà degli iscritti) ha subito nel corso della propria attività lavorativa un’aggressione fisica e ben l’88,2 per cento ha subito violenza verbale.  Questi dati sono in linea con quelli raccolti nella regione Abruzzo e sono molto preoccupanti per la comunità professionale.

La deprivazione e la povertà alimentano la rabbia nei confronti delle Istituzioni ed in particolare degli assistenti sociali che ogni giorno sono in prima linea per lavorare con impegno, professionalità e dedizione per promuovere il benessere delle persone e delle comunità locali.

Pertanto, soprattutto in questo difficile momento socio-economico, è doveroso che vengano presi provvedimenti seri e realmente tutelanti per i professionisti e per i cittadini.

Occorre quindi che ci sia un’adeguata risposta da parte delle Istituzioni anche con un reale rafforzamento dei servizi sociali, ovvero che venga rispettato il parametro stabilito per legge della presenza di almeno un assistente sociale ogni 5.000 abitanti (e in Abruzzo siamo ben lontani da questo numero) per evitare che la rabbia delle persone che vivono situazioni di profondo disagio socio-ambientale si riversi sui professionisti del sociale. “Occorre promuovere una cultura della professione, dove gli assistenti sociali possano effettivamente lavorare in situazioni di sicurezza e adeguatezza (anche da un punto di vista numerico), tenendo in considerazione del fatto che molti professionisti che rivestono questo ruolo sono donne”.

Pertanto è sempre più necessario e auspicabile, anche alla luce dell’imminente attuazione del Reddito di cittadinanza, che le Amministrazioni, in base a quanto previsto dal Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2018-2020 e dallo stesso Piano regionale per la lotta alla povertà 2018-2020, destinino le risorse economiche, per il rafforzamento dei servizi sociali, assumendo assistenti sociali, per riuscire in tal modo a dotarsi di un sistema di servizi che possa realmente fronteggiare le situazioni problematiche che vivono le persone con progetti di intervento rispondenti ai bisogni del cittadino e del suo nucleo familiare.

Occorre sottolineare inoltre la necessità che le Amministrazioni, quali responsabili della sicurezza sul posto di lavoro dei propri dipendenti e collaboratori, adottino in tempi brevi i dispositivi minimi per garantire maggiore protezione non solo dei propri lavoratori ma anche dell’utenza stessa che affluisce ai diversi servizi.

Quindi torniamo anche oggi a farci portavoce della necessità di tutelare, in particolare, gli assistenti sociali che ogni giorno lavorano in contesti caratterizzati da gravi disagi sociali, sofferenze, isolamento, deprivazione, e troppo spesso sono vittime di aggressioni verbali e fisiche.

L’Ordine regionale continuerà questa battaglia affinché le istituzioni mettano in atto tutte le misure adeguate per poter fronteggiare e prevenire adeguatamente situazioni di violenza in modo da tutelare operatori ed utenti che si trovano ancora ad essere troppo spesso  "spettatori" passivi di tali episodi.

“Non è più tollerabile che gli assistenti sociali continuino a lavorare in contesti non protetti, dove rischiano ogni giorno la propria incolumità. Rivendichiamo nuovamente, come Ordine regionale, che le Istituzioni si assumano le proprie responsabilità e diano un segnale forte, teso alla protezione e alla sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e alla realizzazione di un sistema di servizi sociali con l’impiego di un adeguato numero di assistenti sociali per promuovere un maggiore benessere della collettività ”.

IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DELLA REGIONE ABRUZZO

Dott.ssa Francesca D’Atri

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