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01/02/2021

Ispettorato dei minori: una proposta intollerabile per la tutela dei più piccoli

Come presidente dell’Ordine regionale e come assistente sociale che lavora sul campo della tutela minorile da molti anni, non posso che rappresentare il disappunto di tutta la comunità professionale verso una proposta avanzata dal Presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri e della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Maria Concetta Falivene di una legge nazionale istitutiva dell’Ispettorato delle Funzioni Sociali poiché l’organismo proposto appare avere connotati di estrema genericità laddove l’attuale assetto proprio dei  Servizi Sociali è certamente nel suo complesso funzionale alla tutela dei minori, fatta eccezione per singole ipotesi facilmente superabili attraverso interventi mirati, finalizzati a rimuovere eventuali inefficienze.

Di certo comprendo che il sistema della tutela minorile necessita di essere rivisto alla luce delle trasformazioni che sono in atto all’interno dei nuclei familiari.

Tuttavia non è certo chiaro, con la proposta su menzionata, stante la richiamata genericità, quali siano le funzioni previste dell’Ispettorato e quali gli obiettivi da raggiungere; laddove, in tale materia, ciò che dovrebbe essere perseguito è l’effettivo supremo interesse dei minori, che si può attuare solo tramite il lavoro congiunto dei professionisti del sociale, del Tribunale per i Minorenni, dei curatori speciali che in qualche misura, con competenze e mandati istituzionali specifici, assicurano percorsi di tutela per i più piccoli e i loro nuclei familiari.

Per attuare ciò è necessario che i Servizi vengano incentivati di personale, in termini numerici e di aggiornamento nella formazione e dotati inoltre di risorse per poter intervenire.

Occorre aver fiducia nell’operato di giudici, assistenti sociali, psicologi, curatori, avvocati che mettono a disposizionequotidianamente la loro professionalità per proteggere i bambini e i ragazzi, i cosiddetti “invisibili”,  da genitori maltrattanti, che spesso a loro volta sono vittime di situazioni di vita dolorose e difficili, ma che purtroppo non riescono ad affrontare le loro criticità e a prendersi cura né di se stessi e né tantomeno dei loro figli. Occorre anche considerare le ricadute della pandemia sulle famiglie, soprattutto su quelle più fragili: le statistiche ad esempio dimostrano l’aumento delle violenze domestiche, soprattutto assistite; occorre quindi potenziare gli interventi per proteggere i più piccoli.

Per chiarezza è necessario ricordare che in linea generale gli “allontanamenti”, i cosiddetti inserimenti in comunità educative, sono l’ultimo provvedimento che viene messo in atto, salvo le situazioni di pericolo imminente per il bambino, dopo aver predisposto ogni intervento possibile per aiutare la famiglia naturale a crescere il proprio figlio.

E’ doveroso far presente che l’Italia è il paese europeo dove i minori vengono allontanati meno dalle famiglie per l’intervento dell’autorità giudiziaria, rispetto a Germania, Francia e Gran Bretagna, che hanno percentuali più alte delle nostre, come ha ricordato anche di recente la garante nazionale Garlatti in una intervista.

Ci preme anche evidenziare, che come Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, abbiamo subito recepito con entusiasmo la nomina del garante regionale anche in Abruzzo, visto il significativo ritardo rispetto alle altre regioni italiane, e ci siamo subito attivati per incontrare la dott.ssa Falivene Maria Concetta, per dare il nostro contributo che la stessa garante aveva apprezzato.

E’ necessario inoltre ribadire che fatti accaduti in altri territori come Bibbiano, non devono far perdere la fiducia nella giustizia e nel  sistema più genericamente inteso di tutela dei più piccoli, in quanto la magistratura sta proseguendo il suo percorso per l’accertamento delle responsabilità individuali che non devono avere ricadute sulla fiducia delle persone nelle istituzioni ed in particolare, sull’immagine degli assistenti sociali.

Si evidenzia, da ultimo, che laddove ci siano professionisti assistenti sociali che, nello svolgimento del proprio operato non seguano in maniera scrupolosa ed attenta i principi ed ivalori della professione, infrangendo le norme del codice deontologico, i Consigli Territoriali di Disciplina, quali organi istituiti dalla normativa vigente, hanno la funzione di assicurare il corretto svolgimento dell’attività professionale.

Chiediamo, quindi, a livello regionale che vengano istituiti dei tavoli di lavoro tematici sulle aree di maggiore fragilità della tutela minorile, indicando a mero titolo esemplificativo, l’affidamento, la regolamentazione delle comunità educative, le criticità dei procedimenti giurisdizionali.

 

IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DELLA REGIONE ABRUZZO

Dott.ssa Francesca D’Atri

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