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11/01/2022

Il nuovo piano sociale regionale 2021-2023: dall’Europa al territorio grazie ai LEPS.

Il nuovo Piano Sociale Regionale 2021–2023, i cui lavori preparatori sono iniziati il 1° luglio 2021 con l’insediamento della cabina di regia consiste in un documento diviso in due parti per un totale di circa 230 pagine: “Includere per contrastare le fragilità: Protezione – Inclusione – Opportunità di vita”. Ha le caratteristiche di un manuale operativo, con riferimenti normativi dettagliati e con una visione che mira a realizzare a livello territoriale gli orientamenti europei e nazionali.
Il PSR 2021-23 elabora le linee di indirizzo, di programmazione e individua le azioni strategiche, il quadro previsionale delle risorse finanziarie, gli assi tematici e gli atti di indirizzo per un totale di 350 milioni di euro di risorse finanziarie messe a disposizione dei 24 ambiti distrettuali sociali a cui si aggiungeranno nei prossimi anni anche le risorse previste dai circa 20 fondi nazionali e dei fondi europei, in particolare PNRR e REACT-EU.
Dal momento dell’approvazione del Piano Sociale Regionale 2021- 2023 con specifico atto di Giunta Regionale (che dovrà contenere l’atto di indirizzo applicativo e gestionale del Piano Distrettuale, insieme al formulario ed allo schema di convenzione sociosanitaria), gli enti d’ambito avranno 60 giorni di tempo per l’avvio e la realizzazione del processo di programmazione locale, coinvolgendo gli attori della rete sociale con una governance centrata sulla partecipazione e la concertazione, in modo che i territori “siano in grado di mobilitare e integrare risorse nazionali e comunitarie, di sviluppare reti e partnership significativi e di dare vita a forme virtuose di cooperazione tra gli Enti Locali e tra ente pubblico e terzo settore attraverso gli strumenti della co-programmazione e co-progettazione” consolidando buone prassi e integrando sociale, socio-sanitario, lavoro, istruzione.
Dalla cooperazione e dalla collaborazione di tutti gli attori presenti e sulla base delle strategie congiunte nazionali ed europee, in Regione sono stati elaborati 7 nuovi assi tematici o atti d’indirizzo specifici:

  • Famiglia, diritti e tutela dei minori, Child Guarantee. Programmazione e gestione interventi per la famiglia;
  • Giovani e Youth Guarantee;
  • Disabilità e non autosufficienza, il supporto al caregiver familiare e altre categorie fragilità;
  • Prevenzione istituzionalizzazione ed invecchiamento attivo;
  • Contrasto alle povertà ed inclusione sociale;
  • Empowerment femminile, contrasto alla violenza di genere e prima infanzia;
  • Sistema informativo delle politiche sociali regionali ed interoperabilità delle banche dati (SIUSS e SIOSS).


Gli assi tematici regionali vengono declinati in misure e azioni attraverso interventi e servizi che devono garantire i nuovi livelli essenziali di prestazioni sociali (LEPS) individuati nel piano sociale nazionale (PSN) 2021-2023, a loro volta ispirati dal Pilastro Europeo dei diritti sociali. Tutto questo “con l’obiettivo prioritario di perseguire ed assicurare la coesione sociale attraverso: il contrasto alle fragilità, la riduzione dell’emarginazione sociale, la prevenzione e la riduzione dell’istituzionalizzazione e dell’allontanamento dal proprio domicilio e contesto sociale, l’inclusione della persona in un contesto familiare e di vita appropriato alle esigenze individuali di carattere socio-familiare, economico-lavorativo, sanitario e sociosanitario... intervenendo sul consolidamento dei punti di forza e sulle criticità della precedente programmazione”.
Sulla base della nuova programmazione sociale 2021-2023, la Regione e gli enti distrettuali sociali sono chiamati ad ispirarsi alle raccomandazioni del Piano Sociale Nazionale (PSN) e dal PNRR (Missione 5C) mediante: a) la co-programmazione per il Terzo Settore, b) il coinvolgimento della cittadinanza nelle politiche sociali, c) la verifica dell’integrazione tra ambito distrettuale sociale e distretto sanitario per la valutazione multidimensionale del bisogno e i piani di intervento sociosanitari, d) rafforzamento del ruolo essenziale dei Punti Unici di Accesso, e) rafforzamento della metodologia integrata della valutazione preliminare (preassessment) e di presa in carico (assessment) dei servizi alla persona.

Nei documenti regionali inerenti il PSR 2021-2023 un aspetto di non meno rilevanza per la nostra professione riguarda il tasso dei livelli occupazionali. Attualmente il parametro previsto dalle linee di indirizzo regionali prevede il rapporto di 1 assistente sociale ogni 6500 abitanti, il parametro standard nazionale invece è di 1 ogni 5 mila (articolo 1 comma 797 lett. a della Legge di Bilancio 2021), quello ottimale sarebbe di 1 ogni 4mila. Il servizio sociale professionale ed il segretariato sociale in Abruzzo, se venissero applicati gli standard nazionali, potrebbero beneficiare di 262 assistenti sociali al posto dei 211 attuali. Questa differenza potrtebbe essere colmata utilizzando le risorse del Fondo Povertà: questo assunto rappresenta la nostra prima raccomandazione.
Un’altra importante riflessione, che coincide con la nostra seconda raccomandazione, riguarda la costituzione dell’Ufficio di Piano, che poi sarà la cabina di regia che andrà a predisporre i nuovi piani d’ambito distrettuali dei 24 ECAD regionali. In tali uffici riteniamo che la nostra figura professionale sia imprescindibile: qui auspichiamo un sempre maggior numero di posizioni di coordinamento.
Il PSR 2021-2023 conferma la centralità degli assistenti sociali nei servizi ai cittadini ed alla persona. Nel rispetto della multidisciplinarietà, il nostro ruolo già centrale, è da rafforzare non solo per ampliare i livelli occupazionali della nostra professione da sempre deputata all’analisi, alla presa in carico ed all’empowerment, ma anche per poter andare sempre più incontro a persone e cittadini consapevoli.

Il nuovo piano sociale regionale 2021-2023: dall’Europa al territorio grazie ai LEPS.